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ReginaZabo
MilenaPito è diventata regina
cinema
2 gennaio 2008
La promessa dell'assassino (recensione semiseria)

Crudo e violento
, il film carpisce l'attenzione dello spettatore fin dall'inizio (più per la violenza delle scene che per la complessità della trama). Mafia russa con ambientazione londinese, sporchi giri di   droga e  prostituzione.
I personaggi:
  •  Il vecchietto russo, proprietario del lussuoso locale (Transiberian) attorno al quale ruota la vicenda, sembra pacato e amabile, mentre in realtà è un feroce  capo che ordina efferati delitti e violenze:
  • Il figlio del vecchietto (Vincent Cassel, il marito di Monica Bellucci) è gay e un po' indeciso se essere  buono o cattivo.
  • L'assassino (Viggo Mortensen,  già visto ne Il signore degli Anelli), che si proclama un innocente "autista", ha la parte del cattivo (tra le scene efferate si distingue il momento  in cui cava i denti e stacca le dita a un morto), ma in realtà non lo è veramente (scopriremo che è  istituzionalmente e ormai quasi prevedibilmente dalla parte dei buoni);
  • L'ostetrica (Naomi Watts, già vista in The Ring 1 e 2) è un'impicciona con una bella moto (una BMW): decide di leggere  il diario di una paziente morta e poichè è scritto in russo e lei, pur essendo di origine russa non conosce la lingua, chiede allo zio ubriacone di tradurre il diario.
  • Lo zio, che si spaccia per un ex agente del KGB, fa il moralista (la proprietaria del diario è una prostituta 14enne) e tra i litigi con la nipote e le prediche moralizzanti traduce  parti del diario a tutto vantaggio dello spettatore.
Tra accoltellamenti, morti violente e combattimenti  corpo a corpo (anche nudo) nei bagni turchi la storia si chiude con la  già menzionata BMW in primo piano.

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permalink | inviato da ReginaZabo il 2/1/2008 alle 15:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
cinema
28 dicembre 2007
L'età barbarica


E' la storia di Jean-Marc Leblanc, un funzionario del Quebec, che per sfuggire al suo banale quotidiano fatto di un lavoro che non gli piace e di una moglie che non sopporta, si rifugia in un mondo onirico fatto di conquiste femminile e grandi avventure.
Il film costituisce l'ultimo capitolo di una trilogia che comprende 'Il declino dell'impero americano' e le 'Le invasioni barbariche' (Oscar a Cannes nel 2004).

Brioso nella prima parte, grazie anche allo sfasamento tra realtà e sogno, il film perde tono nella seconda parte e si stempera in un finale che lascia troppo  spazio alla fantasia dello spettatore. Ben condotta la critica alla società (americana in particolare) e deliziosi alcuni richiami intertestuali interni al film (si veda il  videogioco con cui giocano le bambine  e la giostra  di cavalieri in cui si cimenta il protagonista) ed esterni (chiari i riferimenti  a kill bill 2 e nothing hill, anche se  se ne potrebbero individuare degli altri).

Il regista riesce bene a rendere il malessere della società moderna e indica  una speranza di salvezza nel sogno, da cui tuttavia non si deve essere totalmente inghiottiti.

cinema
4 novembre 2007
La ReginaZabo sulla Regina Elisabetta


Vibrante la figura di Elizabeth delineata in questo film: altera e fiera, come si conviene a una regina, eppur donna, con cedimenti,  pazzie e  repentini cambi d'umore. Sebbene gli sceneggiatori (William Nicholson e Michael Hirst) abbiano preso in considerazione pochi e importanti eventi della vita travagliata della regina d'Inghilterra (in particolare i complotti religiosi e la guerra contro la Spagna) il quadro che ne deriva risulta assai completo e rende bene l'immagine della regina Elisabetta (sulla cui vita molte pellicole sono state girate).
Anche allo spettatore a cui solitamente non piace il genere "storico" questo film risulterà  gradevole. Sconsigliato ai maschilisti e  consigliato alle femministe accanite, alle  lesbiche  e alle zitelle convinte.


cinema
10 aprile 2007
Eran trecento...


Devo dire la verità: alla fine della proiezione sono uscita dal cinema molto delusa.
Non amo le pellicole storiche e quindi ero, in un certo senso, mal disposta.
Mi aspettavo il solito polpettone storico e invece mi è sembrato un videogame.
Eppure non riuscivo a spiegarmi il successo che questo kolossal sperimentale di Zack Snyder
sulla battaglia delle Termopili tra Sparta e i Persiani.
Troppo trucido, troppo compiacimento per la violenza, alcuni punti in comune persino con  Il Signore degli Anelli .
Così nottetempo ho condotto una ricerchina e ho capito il perchè di molte cose: il film è tratto da una famosissima graphic novel di Frank Miller, che  ha collaborato con il regista alla realizzazione del film. 
Ed è solo in quest'ottica, cioè di un film tratto da un  fumetto, che si riescono ad apprezzare certe licenze
(ad esempio Serse con il pearcing  e un gayo modo di fare).
Film che non vi invito ad andare a vedere, ma nemmeno a disprezzare :)




permalink | inviato da il 10/4/2007 alle 11:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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E ho capito ch'è una malattia
Che alla fine non si può guarire mai
E ho cercato di convincermi
Che tu non ce l'hai
E ho guardato dentro casa tua
E ho capito ch'era una follia
Avere pensato che fossi soltanto mia
E ho cercato di dimenticare
Di non guardare
Eh......
E ho guardato la televisione
E mi è venuta come l'impressione
Che mi stessero rubando
Il tempo e che tu
Che tu mi rubi l'amore
E poi ho camminato tanto e fuori
C'era un gran rumore
E non ho più pensato
A tutte queste cose
Na na na na na na..........
Na na na na........
Na na na na........ Eh
E ho guardato dentro un' emozione
E ci ho visto dentro tanto amore
Che ho capito perchà©
Non si comanda al cuore
E va bene così
Senza parole
Senza parole
E va bene così
Senza parole
E va bene così
E guardando la televisione
Mi è venuta come l'impressione
Che mi stessero rubando il tempo
E che tu
Che tu mi rubi l'amore
Ma poi ho camminato tanto e fuori
C'era un grande sole
Che non ho più pensato
A tutte queste cose
E va bene così
Senza parole
E va bene così
Senza parole
E va bene così
Senza parole
E va bene così
Senza parole
E va bene così
Senza parole
Senza parole
 

 

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